PARE, ESCUTE, OLHE VINCE LA XIV EDIZIONE DEL CERVINO CINE MOUNTAIN
Grand Prix XIV CERVINO CINEMOUNTAIN FESTIVAL Conseil de la Vallée
PARE, ESCUTE, OLHE di Jorge Pelicano (Portogallo, 2009, 97 minuti)
Premio Festival per il miglior Grand Prix dei festival 2010/2011
SPACE TOURISTS di Christian Frei (Svizzera, 2009, 98 minuti)
Premio MONTAGNE PASSION
THE ASGARD PROJECT di Alastair Lee (UK, 2009, 68 minuti)
Premio VIE DE MONTAGNE
SUMMER PASTURE di Lynn True e Nelson Walker (USA, 2010, 85 minuti)
Premio MONTAGNE TOUTCOURT
EX AEQUO:
IL CAPO di Yuri Ancarani (Italia, 2010, 15 minuti)
1987-1993 di Marius Brandrud (Norvegia, 2010, 11 minuti)
Premio per il miglior film d'alpinismo Club Alpino Italiano
SHERPAS, THE TRUE HEROES OF MOUNT EVEREST di Otto Honnegger, Frank Senn e Hari Thapa (Nepal-Svizzera, 2009, 95 minuti)
Premio SONY per la migliore fotografia
ALPI di Armin Linke (Germania, 2011, 60 minuti)
Premio ECOMOUNTAIN, Assessorato Territorio e Ambiente
GLI UOMINI DELLA LUCE di Katia Bernardi (Italia, 2011, 50 minuti)
Premio del pubblico
SHERPAS, THE TRUE HEROES OF MOUNT EVEREST di Otto Honnegger, Frank Senn e Hari Thapa (Nepal-Svizzera, 2009, 95 minuti)
Premio Fondation Grand Paradis (giuria popolare di Cogne).
SHERPAS, THE TRUE HEROES OF MOUNT EVEREST di Otto Honnegger, Frank Senn e Hari Thapa (Nepal-Svizzera, 2009, 95 minuti)
Menzione speciale
A LA VITA! di Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino (Italia, 2010, 95 minuti)
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VARIAZIONE DI PROGRAMMA PER SABATO 06 AGOSTO
o5 Agosto: Penultimo giorno di proiezioni per i film in concorso
"Sulle tracce del bianco" (Italia, 2011, 52'), è stato presentato dal regista Andrea Deaglio e da due dei tre protagonisti: Mauro Buvet, cacciatore di montagna che pratica la caccia di selezione, e sull'uccisione degli animali segue regole ferree e metodi antichi e Alessandro Mosca, un veterinario che conduce una ricerca scientifica sulla variabilità genetica dello stambecco.
Deaglio ha parlato della realizzazione del film: " Il film l'ho girato con l'aiuto di volontari affezionati all'argomento, muovendoci con attrezzatura leggera".
Alle 18.00 consueto incontro con i "Racconti verticali", ospite oggi Leonardo Acerbi, che ha parlato di "Itinerari alpini meno conosciuti".
" L'dea è stata quella di dar vita a prime edizioni in lingua italiana di libri di auotri inglesi che abbiano fatto tappa nell'arco alpino". Ha spiegato Acerbi.
"Testi più noti e altri meno noti. Specialmente relativi all'alpinismo femminile. Non era infatti così scontato che nell'ottocento le donne andassero in montagna. In particolare appunto, seguendo itinerari alpini meno conosciuti".
Pubblico in crescendo per il film e per i Racconti Verticali
" Anche in montagna a spesso si riconoscono le meschinità tipiche della persona umana, causata dalla competizione spinta all'estremo. In montagna non c'è nessuno che ci controlli...".
Non solo racconti, ma soprattutto film, con la consueta doppia sezione.
Alle 16.00:
What happened on Pam Island di Eliza Kubarska (Polonia, 2010, 26 minuti)
Summer Pasture di Lynn True e Nelson Walker (USA, 2010, 85 minuti), Gran Premio al Festival di Trento (Italia) 2011
Alle 21.00:
Sherpas, The True Heroes of Mount Everest (95', Nepal-Svizzera, 2009) di Otto Honegger, Frank Senn e Hari Thapa ; Gran Premio al Festival Autrans (Francia) 2010
Nuit Blanche di Samuel Tilman (Belgio, 2010, 20 minuti)
The Broken Moon di Marcos Negrão e Andre Rangel (52', Brasile, 2010) Gran Premio aFestival Katmandu (Nepal) 2010
Andrea Papini e Francesco Lorenzi
Alle 21.00 Evento Speciale: incontro con Andrea Papini che ha presentato il suo film "La misura del confine" , sottolineando come sia riuscito a girare il suo film con due sole settimane a disposizione.
La sinossi: Due topografi, uno svizzero e un italiano, sono chiamati dall'amministrazione di un piccolo comune delle alpi per individuare i confini tra i due stati, andati perduti, e definire così la proprietà di una mummia emersa dai ghiacci. Il sindaco del piccolo paese italiano spera in tal modo di rilanciare il turismo del luogo. Le accurate indagini dei due portano alla luce un delitto del dopoguerra e il suo segreto.
Premio Monzino 2011
"Coscienti del fatto che in tale evento meriterebbe di essere notevolmente potenziato - ha esordito Carrel, parlando del Monzino - Crediamo che questo premio sia il miglior modo per celebrare gli anniversari delle spedizioni Monzino e con esse di riconoscere ancora oggi al mestiere di guida alpina un ruolo di prima importanza nell'alpinismo".
I destinatari del premio quest'anno sono stati due valdostani, Abele Blanc e Arnaud Clavel e gli svizzeri Leo Imesch e Richard Lehner.
Abele Blanc, nella sua carriera di guida ha completato con successo la salita di tutti i 14 ottomila ( tra cui due volte l'Everest), e ha salito tutti i quattromila delle Alpi. Grande appassionato di fotografia e video, ha sempre documentato le sue spedizioni fino alla vetta.
Arnaud Clavel è ancora nel cuore della sua professione di guida alpina. All'età di 16 anni ha eseguito la sua prima via come capo cordata sui satelliti di Tacul.
Leo Imesch dal 1978 si occupa di soccorso in montagna e nella sua carriera ha portato a termine intorno ai 500 interventi di soccorso.
Richard Lehner, oltre che guida, è anch'esso impegnato nel soccorso alpino. Ha al suo attivo il più alto soccorso in elicottero "longline", effettuato sull'Himalaya a ben 6950 metri.
Racconti Verticali: Erri De Luca
VALTOURNENCHE - Non potevano iniziare in modo migliore i "Racconti verticali". Un grande Erri De Luca, intervistato da Enrico Montrosset, parla di montagna, di arrampicata, di scrittura. Parla di sé, insomma. Pacato, mai scontato, si racconta e racconta la montagna, un luogo che ci appartiene, che crediamo di conoscere, ma che visto dagli occhi di un grande come lui, sembra un luogo nuovo, inesplorato.
Lo fa rivolgendosi ad un pubblico numeroso e attento come potrebbe fare un nonno a tanti nipoti.
De Luca descrive così uno dei suoi tanti mondi, quello dell'arrampicata: " Ho iniziato ad arrampicare tardi, attorno ai 30 anni suonati". Nonostante questo è stato il primo ultra cinquantenne a superare un 8b+ alla Grotta dell'Arenauta di Gaeta: " In quell'occasione mi sono chiesto come una persona non conosca i limiti del proprio fisico. Avevo stabilito che quella via era il mio margine, il mio limite, invece dopo avevo ancora forza, ancora fiato. Il nostro corpo è stato selezionato per millenni, noi non ne conosciamo le capacità e ne sappiamo sfruttare solo una parte minima. La specie umana non è specializzata in niente ma si sa adattare a tutto".
Che cos'è, per Erri De Luca, la cima di una montagna, quello che per molti è considerato un traguardo? " La cima della montagna non è l'arrivo di niente. Appena arrivati ogni alpinista sa di dover scendere il più velocemente possibile per lasciare quella zona di pericolo. La vetta è indifferente. Ciò che conta è la difficoltà intrapresa per arrivarci". Arrivare sulla cima di una montagna non è quindi per De Luca una conquista. " Ho un'obiezione sul verbo conquistare. Non c'è nessuna possibilità di misurare le nostre forze con la presenza incommensurabile della montagna. C'è solo un lascia passare dato dalle condizioni favorevoli di un momento. Chiunque arriva in cima ad una montagna è contemporaneo di tutti coloro che lo hanno fatto prima di lui".
Infine una considerazione sulla nostra identità di popolo, così fragile di questi tempi: " Ogni volta che intacchiamo la Costituzione sbricioliamo la nostra identità di popolo". E una sulla vita: " Noi ci preoccupiamo sempre del futuro, speriamo sempre in una via di fuga. Le bestie invece sono più pronte, sanno sempre cosa fare nel momento presente. Vorrei poterlo fare anche io e mi rammarico di non riuscirci".
Inaugurazione della Piramide
Inaugurato lo spazio sotto la “Piramide”, che ospiterà gli scatti della mostra dedicata al libro curato da Peter Berg, archivista onorario del Alpine Club di Londra dal titolo Whymper’s Scrambles with a camera. A Victorian Magic Lantern show, dedicato alla memoria di Edward Whymper, alpinista, artista e scrittore 1840-1911 e pubblicato quest’anno dall’Alpine Club londinese. “È un onore per me- ha commentato Berg- Poter presentare il libro e inaugurare la mostra prorpio a cento anni dalla morte di Whymper”.
Dopo il taglio del nastro alla presenza delle autorità, del presidente del Festitval Antonio Carrel e dei direttori artistici Luisa Montrosset e Luca Bich, Berg ha illustrato, una serie di diapositive tratte dagli scatti dell’alpinista inglese. Foto di rara bellezza, che ritraggono i luoghi e la vita di montagna, le scalate e i loro protagonisti. Sullo sfondo di un Cervino che tutto domina.